{"id":14148,"date":"2024-08-02T15:48:15","date_gmt":"2024-08-02T15:48:15","guid":{"rendered":"https:\/\/sancarlodal1973.com\u00a0\/?p=14148"},"modified":"2024-08-02T16:17:35","modified_gmt":"2024-08-02T16:17:35","slug":"perche-ho-detto-no-alle-grandi-marche-ma-chanel-era-picasso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/sancarlodal1973.com\/index.php\/2024\/08\/02\/perche-ho-detto-no-alle-grandi-marche-ma-chanel-era-picasso\/","title":{"rendered":"Perch\u00e9 ho detto NO ALLE GRANDI MARCHE (\u00abMa Chanel era Picasso\u00bb)"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"14148\" class=\"elementor elementor-14148\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-86fa640 elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"86fa640\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-no\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-40bc1dc\" data-id=\"40bc1dc\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-587372b elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"587372b\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t<style>\/*! 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Cos\u00ec esordisce nella nostra conversazione Giorgina Siviero, creatrice a Torino dei famosi negozi San Carlo che aveva chiuso e che dal 12 settembre rilancia con un geniale allestimento dell\u2019architetto Jeannot Cerutti, il creatore negli anni Ottanta della leggendaria casa in una ex chiesa a Londra del gallerista Mario Tazzoli.<\/p>\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-7bef0df elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"7bef0df\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<p><strong>Lei \u00e8 stata la grande \u00abgura\u00bb del vendere moda in Italia. Che significato ha questa rentr\u00e9e? <\/strong><\/p><p><i>Non sono mai uscita dalla moda. Mi sono trasformata. Evoluta o involuta, non lo so. So che finalmente sar\u00f2 di nuovo me stessa perch\u00e9 fino a ieri soffrivo della sudditanza nei confronti dei marchi padroni. Trovo disdicevole che una diversa imprenditoria si sia inserita in questo mondo della moda con il placet dei grandi marchi.<\/i><\/p><p>\u00a0<\/p><div class=\"col-xxl-6 col-xl-6 col-lg-6 col-md-6 col-sm-12 col-12\"><div class=\"content_block brdr_left_content\"><div class=\"content_para\"><p><strong>Allude a imprenditori inesperti ma ben dotati di capitali talora di origine incerta che la moda ha recepito?<\/strong><\/p><p><i>Mi sono trovata di fronte a una scelta obbligata: smetto perch\u00e9 questo \u00e8 un mondo che non mi appartiene pi\u00f9. Io non faccio parte di quell\u2019orda di persone che sgomitano. Oggi la moda \u00e8 schizofrenica, non \u00e8 pi\u00f9 una cosa rotonda che arriva naturalmente. Oggi la moda va a scatti. Non mi metto a correre dietro a qualcosa che non capisco. Al negozio non ci credo pi\u00f9, al negozio su strada, coi marchi, con la vetrina non credo pi\u00f9.<\/i><\/p><p>\u00a0<\/p><\/div><p><strong>Perch\u00e9 questa conversione?<\/strong><\/p><p><i>Perch\u00e9 questi personaggi sono stati devastanti come tanti Attila. L\u2019arrivo dei vandali ha distrutto un tessuto sano di negozi sani.<\/i><\/p><p>\u00a0<\/p><\/div><p><strong>Anche nelle relazioni con le case di moda?<\/strong><\/p><p><i>Alle case di moda delle relazioni con personaggi come me non \u00e8 importato pi\u00f9 niente. Importavano solo i numeri. I direttori commerciali di queste aziende sono impazziti per i numeri: se avevo venduto 60, mi imponevano di comprare 120.\u00a0<\/i><\/p><p>\u00a0<\/p><\/div><p><strong>Com\u2019era possibile?<\/strong><\/p><p><i>Si sono inseriti i personaggi che invece di 120 compravano 400 perch\u00e9 avevano interessi diversi dal solo vendere, fuori da qualsiasi logica commerciale.<\/i><\/p><p>\u00a0<\/p><p><strong>Chi o che cosa l\u2019hanno convinta a ripartire?<\/strong><\/p><p><i>Un mattino mi sono svegliata: avevo sotto gli occhi la soluzione ma non la vedevo. Nel mio cortile c\u2019\u00e8 una casetta che anticamente era una scuderia. Non mi apparteneva ma era circondata dalla mia propriet\u00e0. Ho contattato i proprietari, in tre minuti ci siamo messi d\u2019accordo e ho avuto la fortuna di riscoprire un architetto che ha trovato una soluzione geniale. In passato avevo lavorato con architetti che credevano di essere Bramante e non lo erano. Con Jeannot Cerutti abbiamo invece cominciato a lavorare a stretto contatto, ci sta perfino scappando la cosa di mano, ma sono molto contenta e andiamo avanti. Ho passato gli ultimi sei mesi in contatto col mondo intero: il Giappone, l\u2019Australia dove ho scoperto talenti nuovi, tanta roba mai vista da proporre a delle signore che purtroppo pensano ancora che indossare griffato sia un valore autentico.<\/i><\/p><p>\u00a0<\/p><p><strong>Che cosa propone di nuovo?\u00a0<\/strong><\/p><p><i>Con internet e Instagram ho scoperto bei personaggi, gente che fa gioielli straordinari, ceramiche. Sono andata verso il Giappone. Con questo nuovo corso faccio una moda organica, disintossicante, sommessa, esoterica, che non ha pi\u00f9 niente a che vedere con quello che forse la gente ancora vuole. Ma posso permettermi questo lusso perch\u00e9 ho i mezzi per farlo. Come ha detto Jeannot: \u00ab\u00c8 il nostro giocattolone\u00bb. E con questo giocattolo io mi voglio divertire.<\/i><\/p><p>\u00a0<\/p><p><strong>C\u2019erano altri negozi pilota come i suoi a Torino?<\/strong><\/p><p><i>Si diceva: \u00ab<\/i>Quando una cosa va bene a Torino e a Genova, possiamo andare dove vogliamo\u00bb<i>. Questa era una citt\u00e0 che aveva caratteristiche di provincia ma i numeri di citt\u00e0 vera. Ho sfruttato molto questa cosa. Avevo le esclusive di Prada, Gucci, Chanel eccetera che avevano magari negozi monomarca in citt\u00e0 pi\u00f9 piccole di Torino, ma qui ero io che continuavo a mantenere questi marchi. Dopo le Olimpiadi hanno cominciato a rendersi conto che a Torino valeva la pena farsi il negozio monomarca, ma tutti i marchi importanti, eccetto Herm\u00e8s e Vuitton, erano da me prima che facessero il loro monomarca. Nel mio negozio venivano da tutta l\u2019Italia e dall\u2019estero.\u00a0<\/i><\/p><p>\u00a0<\/p><p><strong>Torniamo al nuovo progetto.<\/strong><\/p><p><i>Qui potranno trovare solo cose speciali: da \u00abIl Giornale dell\u2019Arte\u00bb all\u2019essenza che arriva dal Giappone fatta con i trucioli di un legno che esiste solo l\u00ec, a gioielli di artigiani inglesi, americani, giapponesi, o accessori che arrivano dall\u2019Australia, dalla Francia, da gente sconosciuta che realizza bellissimi prodotti manualmente, senza brand.<\/i><\/p><p>\u00a0<\/p><p><strong>Pensa che a Torino, a parte i suoi devoti, il pubblico <\/strong><strong>capir\u00e0?<\/strong><\/p><p><i>Ce l\u2019ho quel pubblico. Non so se baster\u00e0 ma ora ho la met\u00e0 della met\u00e0 delle spese di prima. Qui sono da sola in casa mia.<\/i><\/p><p>\u00a0<\/p><p><strong>I grandi brand come reagiscono?<\/strong><\/p><p><i>Loro sanno che cosa valgo io, ma non gliene importa pi\u00f9 di tanto di quel che fa San Carlo. Tutta la moda oggi non guarda al mercato italiano: questo sia ben chiaro. Il mercato italiano lo guarda la gente come me che vive sulla clientela locale, pi\u00f9 tante clienti a Milano, a Roma e in giro per il mondo, molte pi\u00f9 di quello che pu\u00f2 pensare ma nulla in rapporto ai numeri che questa gente fa con i mercati extraeuropei, n\u00e9 in Italia, n\u00e9 in Francia, n\u00e9 in Inghilterra. Le collezioni sono pensate per la Cina, parliamoci chiaro, per la Corea, forse neanche pi\u00f9 per la Russia. Per la Cina essenzialmente.<\/i><\/p><p>\u00a0<\/p><p><strong>Ci sono gi\u00e0 altri negozi paragonabili al suo?<\/strong><\/p><p><i>\u00abTiina the Store\u00bb a Amagansett a East Hampton negli Stati Uniti che mi sembra faccia una bella ricerca non brand. Un altro \u00e8 \u00abHandsome corp. The Cashmere\u00bb a Seul in Corea.<\/i><\/p><p>\u00a0<\/p><p><strong>Ora chiedo a Jeannot Cerutti, l\u2019architetto, che cosa c\u2019\u00e8 di speciale nel suo progetto?<\/strong><\/p><p><i>Il progetto parte dall\u2019esistenza di questa casetta nel bel mezzo di un pi\u00f9 generale progetto di restauro di Palazzo Villa. Giorgina ha individuato nella casetta un luogo con uno spirito e una magia a lei consoni. L\u2019ha definita \u00abcasa mia\u00bb. Il problema era mettere insieme una superficie abbastanza ampia al primo piano con quella casetta nel cortile che \u00e8 quello che rimane di una manica ottocentesca in parte demolita e che era stata costruita come sede di botteghe. Siamo nel centro storico per cui non si costruisce niente.<\/i><\/p><p>\u00a0<\/p><p><strong>Davanti ha costruito una grande struttura di metallo.\u00a0<\/strong><\/p><p><i>Un supporto di verde rampicante per riprodurre attraverso l\u2019ars topiaria la casa che esisteva affiancata al fabbricato sopravvissuto.<\/i><\/p><p>\u00a0<\/p><p><strong>Quindi un elemento ideale, concettuale.<\/strong><\/p><p><i>S\u00ec, in questo confortato per similitudine da una invenzione di uno dei miei maestri, Andrea Bruno, che aveva progettato le Brigittines a Bruxelles.<\/i><\/p><p>\u00a0<\/p><p><strong>Lo sdoppiamento della chiesa, un\u2019idea geniale&#8230;<\/strong><\/p><p><i>C\u2019\u00e8 una grande polemica nel mondo del restauro su queste forzature interpretative, ma ci saranno sempre. La moda oggi \u00e8 prodotta ai quattro angoli del mondo e, come anche nel design dell\u2019automobile, c\u2019\u00e8 una specie di omologazione. L\u2019omologazione \u00e8 una delle caratteristiche del nostro tempo a livello planetario: si beve Coca-Cola dovunque, si mettono vestiti di Zara dovunque e tutto il vernacolo viene spazzato via senza piet\u00e0.<\/i><\/p><p>\u00a0<\/p><p><strong>Dovreste sottotitolare il nuovo San Carlo \u00abShopping di disintossicazione\u00bb.<\/strong><\/p><p><i>Lo \u00e8.\u00a0<\/i><\/p><p>\u00a0<\/p><p><strong>Signora Siviero, pensa che il 12 settembre questa \u00abcosa\u00bb senza o contro i grandi marchi far\u00e0 sensazione nel mondo della moda?\u00a0<\/strong><\/p><p><i>Io ero molto interessante per loro quando facevo i grandi numeri, perch\u00e9 all\u2019epoca era di moda indossare i marchi. Allora c\u2019erano anche cose molto belle che vendevo molto volentieri. Non facevo questo lavoro da mestierante. Amavo la moda. Oggi quando mi fermo davanti a una vetrina di marchi non saprei come venderli. Non sono capace di vendere una cosa che non capisco, che non rispetta certi canoni, certe proporzioni, la sezione aurea di una donna. Questi sono sobillatori del buon gusto che fanno a gara per sconvolgere l\u2019orientamento della gente. Io che sono una vecchia gallina della moda e che le ho viste gi\u00e0 tutte, faccio fatica per quanto io stessa fossi arrivata un po\u2019 in ritardo quando i grandi geni erano gi\u00e0 alla fine della loro carriera.<\/i><\/p><p>\u00a0<\/p><p><strong>Quali grandi geni?<\/strong><\/p><p><i>Albini l\u2019ho raccolto in pieno. Ho raccolto in pieno Yves Saint Laurent e l\u2019ho sfruttato. Lo stesso con Armani. Con la poca simpatia che ho per quel personaggio, per\u00f2 devo dire che Armani aveva una magia nelle proporzioni: vestivo la diciottenne e l\u2019ottantenne con lo stesso capo e riuscivo a farlo stare bene dalla taglia 38 alla taglia 48.<\/i><\/p><p>\u00a0<\/p><p><strong>Forse oggi ci sono persone meno adatte da vestire?<\/strong><\/p><p><i>Non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 chi le veste. Quello che sapevano fare i nostri negozi. Io sono una che non inventa niente, ma ho un archivio mentale pazzesco. Le proporzioni le conosco, so che non tutti possono permettersi tutto. Una donna ha sempre delle peculiarit\u00e0 da esaltare, quelle da confondere e quelle da nascondere. La moda che c\u2019\u00e8 oggi non d\u00e0 scampo. Devi essere una strafiga imperiale giovane, ricca. Troppe cose assieme. Per una signora che non deve lanciare messaggi, proclami e che vuole vestirsi bene ma in un modo naturale non c\u2019\u00e8 niente. Con i giapponesi si riesce ancora a fare delle cose, per\u00f2 anche loro hanno dei limiti, il loro bianco-blu-nero. I grandi maestri una volta ti aiutavano a definire certe donne che avevi davanti. Una donna la vestivi bene con un certo stilista, l\u2019altra con un altro. Adesso non ho pi\u00f9 punti di riferimento. Non ce li ho io, figuratevi le clienti. A volte mi chiedo: \u00ab<\/i>Ma non ha una sorella, una mamma, qualcuno che le sappia dire qualcosa per non lasciarla scivolare nel baratro del ridicolo?<i>\u00bb. Oggi il salto da persona normale a persona ridicola \u00e8 un attimo.<\/i><\/p><p>\u00a0<\/p><p><strong>Tra moda e arte c\u2019\u00e8 sempre pi\u00f9 collegamento. La moda cerca il riconoscimento dell\u2019arte, cerca di essere esposta nei grandi musei come forma di consacrazione e nobilitazione. Lei che ha vissuto intimamente il rapporto tra arte e moda sia come collezionista, sia per i suoi rapporti con importanti operatori del mondo artistico, vede possibile una correlazione tra moda e arte? Oppure Le sembra tutto un po\u2019 forzato?<\/strong><\/p><p><i>Contaminazioni sicuramente tante, ma la moda non arriva lontano come l\u2019arte, raccoglie sempre l\u2019ondata molto in ritardo, non ha niente a che vedere con l\u2019arte. La moda non \u00e8 arte perch\u00e9 la moda, al contrario dell\u2019arte, nasce bella e diventa immediatamente brutta. Tempo sei mesi la moda \u00e8 fuori moda. La moda \u00e8 una creatura che non invecchia mai perch\u00e9 muore giovane. L\u2019arte talvolta nasce brutta, ma diventa bella con il tempo. Non si possono fare commistioni. Si pu\u00f2 dire che per fare una bella moda devi essere un artista ma non che hai fatto un\u2019opera d\u2019arte: hai fatto un\u2019opera molto effimera che non tiene il tempo.<\/i><\/p><p>\u00a0<\/p><p><strong>Chi sono i veri grandi artisti della moda nel XX secolo?<\/strong><\/p><p><i>Chanel sicuramente incontrastata. Chanel \u00e8 Picasso. Balenciaga \u00e8 Burri, Schiaparelli \u00e8 Dal\u00ec.<\/i><\/p><p>\u00a0<\/p><p><strong>Erano amici.<\/strong><\/p><p><i>Schiaparelli era amica di tutti gli artisti della sua epoca perch\u00e9 era pi\u00f9 un\u2019artista che una stilista. Alla fine ci ricordiamo qualcosa di Schiaparelli? Le maniche a pagoda, la giacca con il sole dietro, ma non ha lanciato uno stile come Chanel, anche se ha rappresentato una rottura molto grande per poi approdare a Balenciaga. Balenciaga ha avuto la forza di cambiare la postura di una donna. Vedi i manichini, vedi i disegni di Balenciaga che avevano quella schiena bombata, il bacino&#8230; Ma anche Balenciaga \u00e8 stato un fenomeno abbastanza veloce, una meteora. Dior sicuramente \u00e8 stato un grande ma anche lui \u00e8 morto a 52 anni o gi\u00f9 di l\u00ec. Sicuramente Saint Laurent, che \u00e8 stato il Warhol della moda. Poi sono venuti gli stilisti tra i quali diamo sicuramente la medaglia ad Armani, tenendo conto che Armani ha preso a piene mani da Walter Albini. In Armani trovavo sempre cose che avevo gi\u00e0 visto. Una di cui non si parla se non tra addetti ai lavori \u00e8 Sonia Rykiel, che ha avuto delle intuizioni e che, secondo me, ha continuato il lavoro di Chanel. Io forse non mi sono mai sentita cos\u00ec femminile come quando vestivo Sonia Rykiel, che lasciava a te la tua femminilit\u00e0 mentre Armani ha fatto grandi cose ma ti travestiva un po\u2019, ti dava quest\u2019aria un po\u2019 androgina, queste spallone, questa andatura&#8230; Alla fine ti omologava, ti irregimentava, aveva creato una donna un po\u2019 cazzuta. Sonia Rykiel ti tirava fuori la femminilit\u00e0 pi\u00f9 estrema, ma lasciava intatta la tua personalit\u00e0.<\/i><\/p><p>\u00a0<\/p><p><strong>Quando e come ha cominciato?<\/strong><\/p><p><i>In questo lavoro sono arrivata digiuna di tutto. Avevo lavorato da un architetto, Piero Verbinschak.\u00a0<\/i><br \/><i>Sono arrivata alla moda che non mi piaceva neppure, mi sembrava meno interessante rispetto a quello che facevo prima. Poi mi sono inventata delle cose, mi sono comprata un negozio, ho fatto dei salti mortali ed \u00e8 partito il mio lavoro. Non ho dovuto fare grandi fatiche. Ho avuto l\u2019intuizione di andare a comprare il pr\u00eat-\u00e0-porter a Parigi quando ancora in Italia la gente andava dalla sartina. Ho comprato la rivista \u00abElle\u00bb. Detesto le riviste di moda, non le ho mai comprate ma all\u2019epoca ho pensato: \u00ab<\/i>Se faccio questo lavoro devo capire cosa faccio<i>\u00bb. Sono andata da questi produttori che non mi volevano dare niente perch\u00e9 avevo 21 anni e non avevo una lira e nessun credito. Ma sapevo manipolare le persone, convincerle ad avere fiducia in me. Era il mestiere dei parrucchieri, delle mantenute, di chi non aveva n\u00e9 arte n\u00e9 parte e non sapeva che cosa fare. Non ha premiato solo quelli con talento; conosco gente di un\u2019ignoranza abissale e senza talento che ha fatto delle fortune con la moda. Aziende che sapevano mettere insieme una manica con un colletto, ma gusto zero, eppure hanno fatto grandissime cose perch\u00e9 era un momento in cui c\u2019era talmente voglia di tutto che bastava fare qualsiasi cosa. Il 15 settembre del 2000 ho veduto in un giorno per 750 milioni di lire. Ha un senso? Si strappavano la roba dalle mani, venivano i giapponesi con i trolley. Io dicevo loro che di borse di Chanel gliene potevo dare solo quattro di quattro modelli diversi e uno di questi, a Natale, \u00e8 andato a chiamare un vigile perch\u00e9, dopo che aveva gi\u00e0 comprato quattro borse, voleva anche la borsa in vetrina che per contratto dovevo tenere esposta. Tenevamo le borse pi\u00f9 richieste chiuse negli armadi. Sono successe delle cose nel mio mondo non certo dovute alla mia bravura, ma al fatto che all\u2019epoca andava di moda quella roba l\u00ec e io avevo tutti i marchi che la gente voleva. I giapponesi venivano a comprare da me Issey Miyake perch\u00e9 da me era tax free. C\u2019\u00e8 stato un momento magico nel mio settore e io l\u2019ho cavalcato bene e di l\u00ec sono venuti fuori questi palazzi. Ma la moda ha creato dei veri mostri.<\/i><\/p><p>\u00a0<\/p><p>\u00a0<\/p><p>\u00a0<\/p><p>\u00a0<\/p>\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La sensazionale conversione di una \u00abgura\u00bb delle vendite di moda degli ultimi cinquant\u2019anni che ora apre un negozio \u00abper disintossicarci\u00bb Sono certa che se dobbiamo parlare di contaminazione arte-moda ho qualcosa da dire: sono cinquant\u2019anni che faccio questo mestiere\u00bb. Cos\u00ec esordisce nella nostra conversazione Giorgina Siviero, creatrice a Torino dei famosi negozi San Carlo che&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":14149,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_joinchat":[],"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-14148","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-uncategorized"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/sancarlodal1973.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14148","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/sancarlodal1973.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/sancarlodal1973.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/sancarlodal1973.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/sancarlodal1973.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=14148"}],"version-history":[{"count":10,"href":"https:\/\/sancarlodal1973.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14148\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14160,"href":"https:\/\/sancarlodal1973.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14148\/revisions\/14160"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/sancarlodal1973.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/14149"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/sancarlodal1973.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=14148"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/sancarlodal1973.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=14148"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/sancarlodal1973.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=14148"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}